Ho fallito, di nuovo e miseramente

Un sospiro che diventa un attimo, un attimo che diventa un minuto, un minuto che diventa un giorno.

Un giorno che diventa il tempo stesso. Infinito e invariabile

Purtroppo, ho fallito anche in questo. Non sono riuscito ad attenermi alla mia “Schedule”, la mia tabella di marcia. Quel prendermi una pausa è stato estremamente deleterio. È come quando si fa una lunga tratta in bicicletta: se ti fermi, stanco, ti servono le palle per ripartire.

E io, se si tratta di prendermi un impegno a fare qualcosa, anche qualcosa che mi piace, le palle non ne ho. Ho deluso la mia nutrita audience, composta dal me che scrivo, il me che rileggo ed il me che rispolvero vecchi ricordi nel futuro.

Proprio il me che rispolvera i vecchi ricordi sta ora scrivendo, forse più maturo, di sicuro più filosofo, “rotondo”, come Platone, ma non altrettanto abile di certo.

Fa ridere pensare che qualche tempo fa pensassi che la mia vita sarebbe stata nell’ambito della programmazione, dell’informatica o cose così: esse oramai mi danno solo un senso di vecchio e di inadatto a me. A questo imputavo i miei progetti abbandonati, la classe di elettronica che già non ha più bisogno di me, il mio non contribuire a niente.

Ma questo è diverso

Ho smesso di scrivere, come ho potuto? Insomma, non sarà la scrittura l’amore della mia vita, ma è una buona amica ed un flirt divertente. Avevo persino iniziato un romanzo, ai miei amici piacevano i miei racconti, e a me piaceva scriverli, perché ho smesso?

Ho smesso perché ci voleva impegno, ed ogni aggiunta a questa frase sarebbero solo patetiche scuse. Non mi importava dell’assenza di feedback, né del tempo perso passato a fare qualcosa che non fosse inutile allora, Netflix oggi (perdonami o potente Netflix foriero  e protettore di ogni gioia distratta e di ogni ora indecisa a scegliere il film).

Oggi, passando dalla medicina, dalla chimica, dalla biologia, sono arrivato a pensare che forse il mio posto è nel magico mondo della Fisica e comunque sono ormai piuttosto convinto di votare il mio intelletto, per utile che sia, alla scienza. Che cambiamento eh? Dal creare al comprendere. Questa la mia evoluzione.

Spero davvero che, con la giusta bandiera da seguire ed il giusto movente per gli atti riuscirò davvero a fare qualcosa, ma mi conosco. Mi conosco. Mi conosco troppo bene.

Spero di sbagliarmi

E… 400 parole!

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