La serata perfetta – Finale

Nota: Non potevo superare il capitolo 7, quindi questo sarà il “Finale”. Notare che, contando da 0, questo sarebbe il settimo.

La casa dell’inizio. Ecco perché era famigliare ad Aristeed. Era la casa di famiglia della Cami. Ora viveva sulla Terra con i suoi genitori, ma prima, prima del boom economico, prima che la gente che faceva il lavoro che facevano loro potesse permettersi una casa sul più ambito pianeta residenziale della Galassia, vivevano lì. Già. Essa aveva, infatti, tutte quelle piccole sciocchezze che la rendevano perfetta allo scopo. Come un’atmosfera respirabile.

Era famigliare ad Aristeed, quella casa, perché in gioventù era molto amico della Cami. E si trovavano spesso lì, magari a discutere dell’ultimo ragazzo di lei. Magari a discutere dell’ultima avventura con una sconosciuta di lui. Però, un giorno, lui aveva iniziato a dover prendere un’altra navetta per arrivarci. E la terra, agli umani, faceva sempre un certo effetto. Come di tornare a casa dopo tanto tempo. E così, si erano tutti dimenticati di quella casetta su Marte.

Fino a quando Cami, con la scusa di andare a controllare come fosse messa la casa, non si era messa a controllare cosa stesse facendo il Fra con tutta la combriccola di squinternati. E si era piuttosto sorpresa nel scoprire che il suo fidanzato era il messo-meno-peggio dei tre.

La Cami aveva avuto la possibilità di assistere a tutte le loro bravate compiute sotto l’effetto di quella bevanda idilliaca che vendevano così buona al Corvo Torvo. E avrebbe preferito non averla, ma tant’è. Ormai era lì e li teneva sott’occhio.

Certo è che nessuno voleva sapere cosa fosse successo quella sera, e che la Cami non aveva la benché minima voglia di rivangarlo.

Quindi niente, sarebbe rimasta per sempre una serata, tra le tante da non ricordare.

Molto più interessante era che Marco fosse arrivato al luogo prefisso per il suo incontro con Jessica. Di certo non si aspettava qualcosa così. Si aspettava un ristorante di lusso, oppure una trattoria. Temeva un ristorante di lusso, oppure una trattoria. Eppure era lì. Lei non si smentiva mai. Sempre autentica e attenta ai particolari.

Era il luogo dove erano usciti per la prima volta. Era la pizzeria “L’Ostrica”.

E Marco ne era a dir poco entusiasta. In tutti quegli anni, ne aveva la conferma, Jessica era rimasta la stessa ragazza di cui si era innamorato quando ancora non poteva sfoggiare un pezzo di carta recante la dicitura “Philosopher Degree in Aircraft Engineering”.

E, per quella serata, era andato tutto bene. Erano saliti a casa di lei ed erano rimasti lì tutta la sera a recuperare gli anni persi. Erano rimasti lì tutta la notte a chiedersi cosa ci fosse di sbagliato. Non erano riusciti a darsi una risposta.

Ed erano rimasti lì tutta la mattina, a letto, abbracciati e felici, consci, tutt’e due, che quella, quella precedente, quella tanto tribolata, era stata, per davvero e definitivamente,

La serata perfetta.


Ora, è molto importante che io, cussoandre, faccia alcune note.

In primis, ringrazio Marco Spinelli, Aristide Dorigo, Francesco Zoppi e Camilla Zan per aver sopportato l’essere inclusi in questo racconto. Sappiate che, comunque, pur essendo infatti i miei protagonisti dei personaggi di fantasia, ho cercato di dar loro una certa caratterizzazione. E l’ho fatto ispirandomi a chi conosco nella vita reale.

Ovviamente, qualcosa è stato cambiato. Un po’ per non renderla una semplice cronaca di fatti futuribili, un po’ perché mi è stato chiesto. Andiamo con ordine

  • È improbabile che Marco si trovi una ragazza, tantomeno una come Jessica che, comunque, gli ricordo essere prenotata
  • È improbabile che Francesco (il Fra) e Camilla (la Cami) abbiano un “momento di intimità” solo a due anni dall’inizio della relazione. Probabilmente si dovrà attendere la prima notte di nozze
  • Camilla non ha una casa su Marte e la Terra non è poi molto ambita oggi, anzi ci si sta attrezzando per emigrarne
  • Non esiste quella bevanda del Corvo Torvo, anche se ci sto lavorando
  • È impossibile che Aristide non abbia avuto “un’avventura con una sconosciuta” in tutta la prima serata.
    • Non ho detto non l’abbia avuta

È tutto gente. Spero vi sia piaciuto. Ci rivediamo sempre il lunedì ed il venerdì con il prossimo racconto, sempre che niente accada. Arrivederci.

PS: Voglio arrivare a 710 parole quindi scrivo boiate.

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