Rendimento scolastico e altre chimere

In breve tempo, passare da un 8 in matematica così come in fisica ad un 5.5 in matematica e non capire un accidente in fisica è possibile. Lo so perché mi è appena successo. Succede tutti gli anni. Sono un’onda quadra.

È, tra l’altro piuttosto fastidioso come io riesca ogni volta a trovare una spiegazione che mi incolpi e discolpi contemporaneamente: Il blog, una ragazza che mi piace, una delusione scolastica, una personale, il nuovo compagno di banco, l’assenza di stimoli et cetera…

Beh, analizzando più attentamente la cosa, appare evidente come tutto ciò succeda sempre negli stessi periodi, ovvero all’inizio od alla fine del quadrimestre. E sempre in concomitanza con altri avvenimenti.

Io so che correlazione non implica conseguenza, ma spesso causa comune sì. Ecco perché sono profondamente convinto che quanto segue, pur non essendo “Il solito motivo paraculo”, sia il peggiore di tutti i “motivi paraculo”.

È tutto sbagliato. Ho costantemente questa sensazione, come quando fuori piove vi trovate a lavorare da stanchi e quel cavetto fuori posto vi sembra il casino-anti-concentrazione della vostra postazione. E poi la penna. E poi il monitor. E poi la chiavetta.

Insomma, per me è da un po’ tutti i giorni così, tanto che l’unica cosa da fare è diventata oramai non pensarci del tutto e sperare che passi.

Eppure non passa, ed il non-pensarci mi fa solo staccare la mente da ciò che devo fare. E non va bene, perché sono pigro e distratto e non mi riesco a concentrare per più di 15min senza aggiungere anche questa cosa.

Ho bisogno delle vacanze. Ne ho moltissimo bisogno perché non so quale sia l’orientamento migliore per il quaderno. Ne ho bisogno perché non so se cambiare camera da letto. Ne ho bisogno perché non so ancora con che team lavorare al prossimo successo CuMa.

Ma le temo perché è forte la tentazione di passarle a dormire. Le temo perché ho paura di, non passandole a dormire, diventare una di quelle persone mattutine e che non stanno alzate fino alle 2. E non sarei io. E mi costruirei una vita basata sulla veglia “standard”, ma io voglio la veglia “programmer”.

Ecco. Forse una certezza che ho ora è che voglio combinare qualcosa con la programmazione. E che voglio migliorare in matematica. E che voglio migliorare ed impegnarmi. PUNTO

Beh, grazie per avermi letto fino a qui in questo sfogo. Ora arriveremo a 400 parole con questa: CIAO!

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